Le regole di base
- Tutti i figli sono uguali (art. 315 c.c.): primo letto, secondo letto, nati fuori dal matrimonio, adottati.
- Erede è solo l’attuale coniuge (o il coniuge separato senza addebito). L’ex coniuge divorziato non eredita.
- Con coniuge e due o più figli: un terzo al coniuge, due terzi ai figli in parti uguali (art. 581 c.c.).
- Se un figlio è morto prima, i suoi figli prendono il suo posto e si dividono la sua quota (rappresentazione, artt. 467–468 c.c.).
- Le donazioni fatte in vita ai figli o al coniuge si sommano al patrimonio e si scalano dalla quota di chi le ha ricevute (collazione, art. 737 c.c.), salvo dispensa.
- I beni in comunione con il coniuge entrano nell’eredità solo per metà.
Il caso in numeri: Roberto, due matrimoni
Roberto ha avuto Andrea e Marta dal primo matrimonio, con Carla, da cui è divorziato. Marta è morta e ha lasciato due figli. Dal secondo matrimonio, con Elena, è nato Tommaso. Anni fa Roberto ha donato 120.000 € ad Andrea.
Roberto ha 350.000 € di beni personali e 400.000 € di beni in comunione con Elena: nell’eredità entra la metà di questi, quindi il patrimonio da dividere è di 550.000 €. Sommando la donazione ad Andrea, il calcolo si fa su 670.000 €.
| Senza testamento | Quota | Riceve dall’eredità | Totale, con le donazioni |
|---|---|---|---|
| Elena, la moglie | 1/3 | 223.333 € | 223.333 € |
| Andrea | 2/9 | 28.889 € | 148.889 € (con i 120.000 € già ricevuti) |
| I due figli di Marta | 1/9 ciascuno | 74.444 € ciascuno | 74.444 € ciascuno |
| Tommaso | 2/9 | 148.889 € | 148.889 € |
Carla, l’ex moglie divorziata, non eredita. Andrea riceve poco dall’eredità perché gran parte della sua quota l’ha già avuta con la donazione.
La casa che diventa di tutti
Alla morte, gli eredi diventano comproprietari di tutti i beni, ciascuno per la sua quota: è la comunione ereditaria. Nel caso di Roberto, la casa in cui vive Elena diventa in parte di Andrea, dei nipoti e di Tommaso. Chi ci abita, chi paga le spese, chi decide di vendere? Ogni erede può chiedere in qualsiasi momento la divisione (art. 713 c.c.), e se un immobile non si può dividere comodamente lo si assegna a uno degli eredi, che paga agli altri la differenza in denaro, oppure lo si vende (art. 720 c.c.).
La moglie ha comunque il diritto di abitare nella casa familiare e di usarne i mobili (art. 540 c.c.), ma questo non risolve i rapporti con gli altri comproprietari.
Come evitare i conflitti
- Un testamento che assegna i beni: per esempio la casa alla moglie e altri beni o somme ai figli, rispettando la legittima di ciascuno.
- Usare la quota disponibile: con un testamento che lascia la disponibile a Elena, Elena riceverebbe 335.000 € e ciascun ramo dei figli la sua legittima.
- Tenere conto delle donazioni: chi ha già ricevuto molto in vita potrebbe dover restituire la differenza agli altri. Vedi l’articolo sulle donazioni ai figli.
- Parlarne prima: nelle famiglie ricomposte i rapporti tra i figli di unioni diverse e il nuovo coniuge sono spesso delicati. Una simulazione con i numeri aiuta a discuterne con serenità.