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Quota di legittima e quota disponibile: quanto spetta ai familiari

A cura della redazione di LascitoApp · Aggiornato il 2 novembre 2026 · Lettura: 7 minuti

In breve

La legittima è la parte del patrimonio che la legge riserva al coniuge, ai figli e, se non ci sono figli, ai genitori, anche contro la volontà del testamento (artt. 536–548 c.c.). Il resto è la quota disponibile, che si può lasciare a chiunque. Per esempio, con coniuge e due o più figli, al coniuge spetta un quarto, ai figli metà e la disponibile è un quarto.

Chi sono i legittimari

Hanno diritto alla legittima solo tre categorie di familiari (art. 536 c.c.):

Fratelli e sorelle non sono legittimari: chi non ha coniuge, figli né genitori può lasciare tutto a chi vuole. Non lo sono nemmeno il convivente di fatto e i figli del partner.

Le quote riservate

Chi c’èAl coniugeAi figliAi genitoriQuota disponibileNorma
Solo il coniuge1/2––1/2art. 540 c.c.
Un figlio–1/2–1/2art. 537 c.c.
Due o più figli–2/3 in parti uguali–1/3art. 537 c.c.
Coniuge e un figlio1/31/3–1/3art. 542 c.c.
Coniuge e due o più figli1/41/2 in parti uguali–1/4art. 542 c.c.
Solo genitori––1/32/3art. 538 c.c.
Coniuge e genitori1/2–1/41/4art. 544 c.c.
Nessuno di questi–––tutto–

Al coniuge spetta anche il diritto di abitare nella casa familiare e di usarne i mobili (art. 540 c.c.), in aggiunta alla sua quota.

Su quale valore si calcola

La legittima non si calcola solo su ciò che resta alla morte. Si prende il valore dei beni lasciati, si tolgono i debiti e si aggiungono le donazioni fatte in vita, a chiunque (art. 556 c.c.): è la cosiddetta riunione fittizia. Rientrano nel calcolo anche i premi pagati per le polizze vita, entro certi limiti (art. 1923 c.c.). Così una donazione generosa a un figlio o a un estraneo non può svuotare i diritti degli altri.

Un esempio con i numeri

Coniuge e due figli, patrimonio di 400.000 €

La legittima del coniuge è un quarto, 100.000 €; quella dei figli è metà, cioè 100.000 € ciascuno. La quota disponibile è 100.000 €.

Se con il testamento la disponibile va al primo figlio, il primo figlio riceve 200.000 € e gli altri ricevono la loro legittima: nessuno è leso. Se invece il testamento lasciasse tutto al primo figlio, il coniuge e l’altro figlio potrebbero chiedere di avere i loro 100.000 € ciascuno.

Cosa succede se la legittima non è rispettata

Un testamento o una donazione che toccano la legittima non sono nulli: valgono finché il legittimario leso non agisce. Il legittimario può chiedere la riduzione delle disposizioni testamentarie e, se non basta, delle donazioni, partendo dalle più recenti (artt. 553–564 c.c.). Ha dieci anni di tempo, che di regola decorrono dall’accettazione dell’eredità da parte di chi è stato favorito dal testamento.

Finché la persona è in vita i familiari non possono rinunciare alla legittima né all’azione di riduzione (art. 557 c.c.): si può rinunciare solo dopo la sua morte. Fa eccezione il patto di famiglia, con cui l’imprenditore trasferisce l’azienda a uno o più discendenti e gli altri legittimari vengono liquidati subito (artt. 768-bis e seguenti c.c.).

Come usare bene la quota disponibile

Questo articolo ha scopo informativo e descrive in modo semplificato le regole della legge italiana. Non sostituisce il parere di un notaio, di un avvocato o di un commercialista, che valuterà la tua situazione nel dettaglio.