Chi sono i legittimari
Hanno diritto alla legittima solo tre categorie di familiari (art. 536 c.c.):
- il coniuge, anche separato senza addebito, e la persona unita civilmente;
- i figli, di qualunque unione, e al loro posto i loro discendenti;
- i genitori e gli altri ascendenti, ma solo se non ci sono figli.
Fratelli e sorelle non sono legittimari: chi non ha coniuge, figli né genitori può lasciare tutto a chi vuole. Non lo sono nemmeno il convivente di fatto e i figli del partner.
Le quote riservate
| Chi c’è | Al coniuge | Ai figli | Ai genitori | Quota disponibile | Norma |
|---|---|---|---|---|---|
| Solo il coniuge | 1/2 | – | – | 1/2 | art. 540 c.c. |
| Un figlio | – | 1/2 | – | 1/2 | art. 537 c.c. |
| Due o più figli | – | 2/3 in parti uguali | – | 1/3 | art. 537 c.c. |
| Coniuge e un figlio | 1/3 | 1/3 | – | 1/3 | art. 542 c.c. |
| Coniuge e due o più figli | 1/4 | 1/2 in parti uguali | – | 1/4 | art. 542 c.c. |
| Solo genitori | – | – | 1/3 | 2/3 | art. 538 c.c. |
| Coniuge e genitori | 1/2 | – | 1/4 | 1/4 | art. 544 c.c. |
| Nessuno di questi | – | – | – | tutto | – |
Al coniuge spetta anche il diritto di abitare nella casa familiare e di usarne i mobili (art. 540 c.c.), in aggiunta alla sua quota.
Su quale valore si calcola
La legittima non si calcola solo su ciò che resta alla morte. Si prende il valore dei beni lasciati, si tolgono i debiti e si aggiungono le donazioni fatte in vita, a chiunque (art. 556 c.c.): è la cosiddetta riunione fittizia. Rientrano nel calcolo anche i premi pagati per le polizze vita, entro certi limiti (art. 1923 c.c.). Così una donazione generosa a un figlio o a un estraneo non può svuotare i diritti degli altri.
Un esempio con i numeri
Coniuge e due figli, patrimonio di 400.000 €
La legittima del coniuge è un quarto, 100.000 €; quella dei figli è metà, cioè 100.000 € ciascuno. La quota disponibile è 100.000 €.
Se con il testamento la disponibile va al primo figlio, il primo figlio riceve 200.000 € e gli altri ricevono la loro legittima: nessuno è leso. Se invece il testamento lasciasse tutto al primo figlio, il coniuge e l’altro figlio potrebbero chiedere di avere i loro 100.000 € ciascuno.
Cosa succede se la legittima non è rispettata
Un testamento o una donazione che toccano la legittima non sono nulli: valgono finché il legittimario leso non agisce. Il legittimario può chiedere la riduzione delle disposizioni testamentarie e, se non basta, delle donazioni, partendo dalle più recenti (artt. 553–564 c.c.). Ha dieci anni di tempo, che di regola decorrono dall’accettazione dell’eredità da parte di chi è stato favorito dal testamento.
Finché la persona è in vita i familiari non possono rinunciare alla legittima né all’azione di riduzione (art. 557 c.c.): si può rinunciare solo dopo la sua morte. Fa eccezione il patto di famiglia, con cui l’imprenditore trasferisce l’azienda a uno o più discendenti e gli altri legittimari vengono liquidati subito (artt. 768-bis e seguenti c.c.).
Come usare bene la quota disponibile
- lasciarla a uno dei figli o al coniuge, per esempio a chi si occupa di un familiare fragile;
- lasciarla a persone che per legge non erediterebbero, come il convivente o i figli del partner;
- destinarla a un ente benefico, che in molti casi è esente dall’imposta di successione;
- assegnare beni precisi, come la casa o l’azienda, compensando gli altri con altri beni o somme.