I figli di unioni diverse sono tutti uguali
Figli del primo matrimonio, del secondo, nati fuori dal matrimonio o adottati: per la legge hanno lo stesso stato (art. 315 c.c.) e ricevono quote uguali. Non conta con chi vivono né quanto tempo passano con il genitore.
Coniuge separato o divorziato: la differenza è grande
| Situazione | È erede? | Cosa gli spetta |
|---|---|---|
| Separato senza addebito, anche consensuale | Sì | Gli stessi diritti di un coniuge, legittima compresa (art. 585 c.c.) |
| Separato con addebito | No | Un assegno vitalizio, se riceveva gli alimenti (artt. 548 e 585 c.c.) |
| Divorziato | No | Se riceveva l’assegno divorzile e si trova in stato di bisogno, può chiedere un assegno periodico a carico dell’eredità (art. 9-bis L. 898/1970); può avere diritto a una quota della pensione di reversibilità |
È la sorpresa più frequente: chi si è separato anni fa e vive con un nuovo partner spesso non sa che, senza divorzio, l’ex coniuge è ancora suo erede a pieno titolo. Può esserci un solo coniuge con diritti ereditari: dopo il divorzio e un nuovo matrimonio, erede è il nuovo coniuge.
Il nuovo partner e i suoi figli
- Nuovo coniuge o unito civilmente: è erede e legittimario come qualsiasi coniuge.
- Nuovo partner convivente: non è erede. Ha solo alcuni diritti temporanei sulla casa comune, descritti nell’articolo su conviventi e unioni civili.
- Figli del partner: per la legge sono affini, non figli, e non ereditano anche se sono cresciuti in casa. Ereditano solo se vengono adottati.
Un esempio: Marco, separato, con una nuova compagna
Marco è separato senza addebito da Anna, da cui ha avuto Luca e Giulia. Da sei anni vive con Laura e con Sofia, la figlia di lei. Il suo patrimonio vale 450.000 €, compresa la casa in cui vive con Laura.
Senza testamento
Anna, Luca e Giulia ricevono 150.000 € ciascuno: un terzo al coniuge e due terzi ai figli. Laura e Sofia non ricevono nulla. Laura può solo continuare ad abitare nella casa comune per cinque anni.
Con un testamento che lascia a Laura la quota disponibile
La disponibile è un quarto: Laura riceve 112.500 € e paga 9.000 € di imposta di successione, perché per il fisco è un’estranea (8%). Anna, Luca e Giulia ricevono la loro legittima, 112.500 € ciascuno.
Con una polizza vita a favore di Laura
Marco paga 100.000 € di premi per una polizza che alla sua morte versa a Laura 110.000 €, fuori dall’eredità e senza imposta di successione. Anna, Luca e Giulia si dividono i 350.000 € che restano e ricevono 116.667 € ciascuno: più della loro legittima, calcolata tenendo conto anche dei premi pagati.
Come proteggere chi resterebbe escluso
- Testamento: permette di lasciare la quota disponibile al nuovo partner o ai suoi figli. Va aggiornato dopo un divorzio o un nuovo matrimonio.
- Polizza vita: il capitale va al beneficiario indicato, fuori dall’eredità e senza imposta di successione. I premi pagati possono però contare per la legittima degli altri.
- Divorzio: fa perdere all’ex coniuge la qualità di erede e cambia le quote dei figli.
- Matrimonio o unione civile con il nuovo partner: lo rende erede e legittimario.
- Adozione dei figli del partner, quando possibile: li rende eredi come gli altri figli.
Ogni scelta cambia la quota di legittima degli altri e le imposte da pagare. Per questo conviene confrontare più ipotesi prima di decidere.