Chi eredita quando non c’è un testamento
La legge chiama all’eredità i familiari più vicini, in quest’ordine:
- il coniuge, oppure la persona unita civilmente, che ha gli stessi diritti;
- i figli, nati nel matrimonio o fuori, riconosciuti o adottivi: per la legge sono tutti uguali;
- i genitori e gli altri ascendenti, come i nonni, solo se non ci sono figli;
- i fratelli e le sorelle, solo se non ci sono figli;
- gli altri parenti fino al sesto grado, come zii e cugini, solo se mancano tutti i precedenti;
- lo Stato, se non c’è nessuno di loro.
Non ereditano per legge il convivente di fatto, i figli del partner che non sono stati adottati e gli altri affini, come suoceri e cognati. Per loro si veda l’articolo su conviventi e unioni civili e quello sulle famiglie ricomposte.
Le quote della successione legittima
| Chi c’è | Coniuge | Figli | Genitori | Fratelli e sorelle | Norma |
|---|---|---|---|---|---|
| Coniuge e un figlio | 1/2 | 1/2 | – | – | art. 581 c.c. |
| Coniuge e due o più figli | 1/3 | 2/3 in parti uguali | – | – | art. 581 c.c. |
| Solo figli | – | tutto, in parti uguali | – | – | art. 566 c.c. |
| Coniuge, genitori e/o fratelli | 2/3 | – | 1/3 da dividere tra genitori e fratelli; ai genitori almeno 1/4 dell’eredità | art. 582 c.c. | |
| Solo il coniuge | tutto | – | – | – | art. 583 c.c. |
| Genitori e fratelli, senza coniuge | – | – | in parti uguali per persona; ai genitori almeno metà dell’eredità | art. 571 c.c. | |
| Solo genitori | – | – | tutto, in parti uguali | – | art. 568 c.c. |
| Solo fratelli e sorelle | – | – | – | tutto, in parti uguali | art. 570 c.c. |
I fratelli e le sorelle unilaterali, cioè figli di uno solo dei genitori, ricevono la metà di quanto spetta ai fratelli germani, figli di entrambi i genitori (art. 570 c.c.).
Due esempi con i numeri
Coniuge e due figli, patrimonio di 300.000 €
Il coniuge riceve un terzo, i figli si dividono i due terzi: 100.000 € a testa.
Coniuge senza figli, con la madre e un fratello, patrimonio di 300.000 €
Il coniuge riceve due terzi, cioè 200.000 €. Il terzo restante, 100.000 €, andrebbe diviso a metà tra madre e fratello, ma ai genitori spetta almeno un quarto dell’intera eredità: la madre riceve quindi 75.000 € e il fratello 25.000 €.
Se un erede è già morto o rinuncia
Se un figlio, un fratello o una sorella è morto prima o rinuncia all’eredità, al suo posto subentrano i suoi figli, che si dividono la sua quota: è la rappresentazione (artt. 467–468 c.c.). Se non ha discendenti, la sua quota va agli altri eredi.
Cosa entra nell’eredità
Nell’eredità entrano i beni intestati alla persona defunta, al netto dei debiti. Se era sposata in comunione dei beni, dei beni comuni entra solo la metà: l’altra metà è già del coniuge. Le donazioni fatte in vita ai figli e al coniuge di regola si sommano al patrimonio per calcolare le quote (collazione, art. 737 c.c.), salvo dispensa. Le polizze vita con beneficiario indicato non fanno parte dell’eredità.
La casa familiare
Oltre alla sua quota, il coniuge ha il diritto di abitare nella casa familiare e di usare i mobili che la arredano, se erano di proprietà del defunto o comuni (art. 540 c.c.). Lo stesso vale per la persona unita civilmente.
Accettare o rinunciare
Nessuno è erede finché non accetta. Di regola c’è tempo dieci anni (art. 480 c.c.), ma chi è in possesso dei beni ha termini più brevi. Se si teme che i debiti superino i beni conviene accettare con beneficio d’inventario, che tiene separato il patrimonio dell’erede da quello del defunto, oppure rinunciare.
Quando conviene fare testamento
Le quote di legge vanno bene in molte famiglie, ma non sempre rispecchiano ciò che si vorrebbe: un convivente o i figli del partner, per esempio, resterebbero esclusi. Con un testamento si può decidere a chi lasciare la quota disponibile, rispettando la legittima dei familiari più stretti.