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Come si divide l’eredità senza testamento

A cura della redazione di LascitoApp · Aggiornato il 2 novembre 2026 · Lettura: 6 minuti

In breve

Senza testamento l’eredità va ai familiari nell’ordine e nelle quote fissati dal codice civile (successione legittima, artt. 565–586 c.c.). Con coniuge e figli, il coniuge riceve metà se c’è un solo figlio e un terzo se i figli sono due o più; il resto va ai figli in parti uguali. Senza figli, al coniuge spettano due terzi se ci sono genitori, fratelli o sorelle, altrimenti tutto.

Chi eredita quando non c’è un testamento

La legge chiama all’eredità i familiari più vicini, in quest’ordine:

Non ereditano per legge il convivente di fatto, i figli del partner che non sono stati adottati e gli altri affini, come suoceri e cognati. Per loro si veda l’articolo su conviventi e unioni civili e quello sulle famiglie ricomposte.

Le quote della successione legittima

Chi c’èConiugeFigliGenitoriFratelli e sorelleNorma
Coniuge e un figlio1/21/2––art. 581 c.c.
Coniuge e due o più figli1/32/3 in parti uguali––art. 581 c.c.
Solo figli–tutto, in parti uguali––art. 566 c.c.
Coniuge, genitori e/o fratelli2/3–1/3 da dividere tra genitori e fratelli; ai genitori almeno 1/4 dell’ereditàart. 582 c.c.
Solo il coniugetutto–––art. 583 c.c.
Genitori e fratelli, senza coniuge––in parti uguali per persona; ai genitori almeno metà dell’ereditàart. 571 c.c.
Solo genitori––tutto, in parti uguali–art. 568 c.c.
Solo fratelli e sorelle–––tutto, in parti ugualiart. 570 c.c.

I fratelli e le sorelle unilaterali, cioè figli di uno solo dei genitori, ricevono la metà di quanto spetta ai fratelli germani, figli di entrambi i genitori (art. 570 c.c.).

Due esempi con i numeri

Coniuge e due figli, patrimonio di 300.000 €

Il coniuge riceve un terzo, i figli si dividono i due terzi: 100.000 € a testa.

Coniuge senza figli, con la madre e un fratello, patrimonio di 300.000 €

Il coniuge riceve due terzi, cioè 200.000 €. Il terzo restante, 100.000 €, andrebbe diviso a metà tra madre e fratello, ma ai genitori spetta almeno un quarto dell’intera eredità: la madre riceve quindi 75.000 € e il fratello 25.000 €.

Se un erede è già morto o rinuncia

Se un figlio, un fratello o una sorella è morto prima o rinuncia all’eredità, al suo posto subentrano i suoi figli, che si dividono la sua quota: è la rappresentazione (artt. 467–468 c.c.). Se non ha discendenti, la sua quota va agli altri eredi.

Cosa entra nell’eredità

Nell’eredità entrano i beni intestati alla persona defunta, al netto dei debiti. Se era sposata in comunione dei beni, dei beni comuni entra solo la metà: l’altra metà è già del coniuge. Le donazioni fatte in vita ai figli e al coniuge di regola si sommano al patrimonio per calcolare le quote (collazione, art. 737 c.c.), salvo dispensa. Le polizze vita con beneficiario indicato non fanno parte dell’eredità.

La casa familiare

Oltre alla sua quota, il coniuge ha il diritto di abitare nella casa familiare e di usare i mobili che la arredano, se erano di proprietà del defunto o comuni (art. 540 c.c.). Lo stesso vale per la persona unita civilmente.

Accettare o rinunciare

Nessuno è erede finché non accetta. Di regola c’è tempo dieci anni (art. 480 c.c.), ma chi è in possesso dei beni ha termini più brevi. Se si teme che i debiti superino i beni conviene accettare con beneficio d’inventario, che tiene separato il patrimonio dell’erede da quello del defunto, oppure rinunciare.

Quando conviene fare testamento

Le quote di legge vanno bene in molte famiglie, ma non sempre rispecchiano ciò che si vorrebbe: un convivente o i figli del partner, per esempio, resterebbero esclusi. Con un testamento si può decidere a chi lasciare la quota disponibile, rispettando la legittima dei familiari più stretti.

Questo articolo ha scopo informativo e descrive in modo semplificato le regole della legge italiana. Non sostituisce il parere di un notaio, di un avvocato o di un commercialista, che valuterà la tua situazione nel dettaglio.